La routine quotidiana non è solo una questione di abitudine; avere orari fissi e regole chiare aiuta il cervello a produrre dopamina[1] in modo naturale e costante.
Quando la routine si interrompe e improvvisamente ci si trova con molto tempo libero, come può accadere con la fine delle scuole o le ferie, il cervello di chi soffre di dipendenza patologica va in “stress da vuoto”, rendendo più probabile la ricerca di un sollievo immediato nella sostanza o in un comportamento additivo.
L’incontro con la regola non è solo disciplina ma serve a sviluppare capacità fondamentali che anche da adulti ci permettono di affrontare frustrazioni e momenti di debolezza.
In particolare in chi fa uso di sostanze, la routine permette di mantenere quell’autocontrollo emotivo e la capacità di controllare la rabbia, l’impotenza che nascono dal dover rispettare un limite.
“Tutte le volte che un giovane si trova di fronte a una limitazione che può essere facilmente violata, perché sembra che a nessuno interessi, perché nessuno crede alla sua validità, perché nessuno nota nemmeno più la violazione, perde una occasione di misurare sé stesso con qualcosa di diverso dai propri desideri.
Perde un’occasione per imparare che il mondo non è fatto sul calco dei suoi desideri.
Perde un’occasione per accettare uno spazio fra ciò che desidera e il suo ottenimento, fatto di azioni atte a conseguirlo e del tempo necessario perché questo avvenga.
Quanto più questo spazio si fa ristretto tanto più cresce la pretesa di non avere limitazioni.”[2]
In assenza di limiti la persona prova sempre più un sentimento di vuoto che può manifestarsi con una sensazione costante di noia o scarso interesse per ogni attività.
È qui che diventa più probabile la necessità di trovare esperienze eccitanti; è qui che sostanze e comportamenti additivi offrono una facile risposta.
Dunque, mantenere le regole anche nel periodo estivo non significa essere “cattivi” o “rigidi”, ma continuare a curare.
Se la routine scolastica o lavorativa viene meno, i familiari devono riadattare la loro strategia e tessere una nuova trama di impegni giornalieri.
[1] Le sostanze psicoattive e i comportamenti additivi provocano il rilascio nel nostro cervello della dopamina: la dopamina è un neurotrasmettitore fondamentale del nostro sistema nervoso, spesso definito “l’ormone della motivazione” e della ricompensa. Viene rilasciata quando si vivono esperienze gratificanti (come mangiare buon cibo o raggiungere un traguardo), spingendo a ripetere quel comportamento.
[2] Furio Ravera, Un fiume di cocaina, p. 137. In questo studio, l’Autore sottolinea soprattutto l’importanza delle regole durante l’infanzia e l’adolescenza.
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