Quante volte al giorno genitori e nonni dicono questa frase?
E quante volte la dicono senza ottenere alcun risultato?
Il primo paradosso è che molti genitori (troppi) mettono lo smartphone e altri dispositivi digitali nelle mani dei bambini fin dai primi anni di vita “per tenerli buoni”, per non avere l’impegno di farli giocare, proprio come se lo schermo fosse un compagno di giochi o una babysitter. Poi genitori e nonni regalano uno smartphone ultimo modello per la prima Comunione o per la promozione a scuola, come se fosse un giocattolo qualsiasi o una bicicletta.
Poi quando quei bambini, ormai assuefatti agli schermi in ogni momento della giornata, diventano adolescenti, allora vorremmo far scattare i divieti: metti via quel telefono!
Il secondo paradosso è che, mentre si accorgono del legame ormai indissolubile fra figlio/a e smartphone, chiudono gli occhi sul proprio legame con quell’oggetto di cui non fanno a meno neppure a tavola.
A quel punto gli adulti non sono più credibili.
Per fortuna qua e là cominciano a nascere iniziative di segno diverso.
In Svezia l’agenzia sanitaria pubblica ha emesso nuove linee guida che offrono agli adulti suggerimenti concreti:
- fai in modo che alcune parti della casa, come la camera da letto o intorno al tavolo da pranzo, siano “zone senza schermi”,
- metti via il telefono quando sei con tuo figlio / tua figlia; usalo solo se ne hai bisogno o quando lo usate insieme, perché gli adulti che rispettano buone abitudini di schermo per se stessi influenzano le abitudini dei bambini,
- i bambini devono evitare completamente i dispositivi digitali nelle ore precedenti all’ora di andare a letto; telefoni cellulari, tablet e computer devono essere lasciati fuori dalla camera da letto durante la notte,
- proteggi e rispetta tuo figlio online, rifletti prima di pubblicare foto o video.
Queste buone regole – che ognuno di noi può adottare subito, anche senza aspettare le esortazioni delle autorità – nascono da una ricerca commissionata dal governo svedese.
La ricerca ha dimostrato che l’uso degli schermi da parte dei genitori può influire negativamente sulle loro interazioni con i figli e ha verificato che esiste un legame tra le abitudini di schermo dei genitori e dei figli: i figli di utenti intensivi sviluppano abitudini simili.
I bambini sono influenzati non solo da ciò che dicono gli adulti, ma soprattutto da ciò che fanno gli adulti.
Ecco perché piccoli cambiamenti nella vita quotidiana possono fare la differenza, nel breve e nel lungo periodo.
Anche in Italia c’è chi ci sta provando: molte associazioni, scuole, comuni, ecc. hanno attivato i Patti Digitali per attivare buone pratiche di “educazione di comunità all’uso della tecnologia”.
In Italia ci sono già 245 Patti sottoscritti, di cui 73 in Lombardia.
Dunque, caro genitore, metti via il telefono!
Non è sempre semplice attuare queste regole. Ma non devi per forza farlo da solo/sola!
