Giochi di società, di carte, cruciverba, scacchi, dama, bowling …
… e tanti altri sono molto diffusi nel nostro Paese. Le riteniamo normali forme di svago e senz’altro per la maggior parte delle persone è così: è solo un gioco!
Ci sono però alcuni aspetti del giocare che meritano un’attenzione particolare, soprattutto perché riguardano persone particolarmente fragili e indifese, come i bambini, i giovani e gli anziani.
Non tutto è solo un gioco: occorre distinguere fra giochi, videogiochi, giochi online con uso di denaro e scommesse.
Questi diversi modi di giocare possono avere conseguenze diverse sulla salute e sull’economia di persone e famiglie[1].
Giocare
Più della metà degli italiani con più di 14 anni, almeno una volta nell’anno, pratica attività di gioco: giochi di società, di carte, cruciverba, scacchi, dama, bowling, ecc. (il 53% della popolazione di 14 anni e più pari a 27 milioni 510mila persone). Coloro che giocano ogni settimana sono soprattutto ultra 65enni e giovani di 14-24 anni. Giocano più gli uomini che le donne.
Videogiocare
Negli ultimi decenni, per molti bambini, ragazzi e adulti giocare è diventato sinonimo di videogiocare.
Più del 35% dei bambini di 3-5 anni utilizza i videogiochi e la percentuale cresce ulteriormente tra i 6-10 anni (69%). Il picco si registra nella fascia 11-14 anni, dove il 79% dichiara di giocare ai videogiochi, mentre tra i 15-17enni la quota si mantiene comunque molto elevata (72%). Anche tra i giovani di 18-24 anni l’utilizzo risulta elevato (58%), per poi diminuire progressivamente nelle età successive (il 41% tra i 25-34enni fino al 4% tra le persone di 75 anni e più).
Per molti ragazzi, soprattutto i maschi più giovani, i videogiochi sono un’abitudine giornaliera: quasi tre ragazzi di 11-14 anni su 10 giocano tutti i giorni ai videogiochi (45%).
Tra i videogiocatori di 3 anni e più, il 50% dichiara di utilizzare videogiochi online, soprattutto usando lo smartphone.
Videogiocare e spendere denaro
Tra i videogiocatori online di 11 anni e più, il 41% dichiara di aver giocato a videogiochi che consentono di spendere denaro per acquistare strumenti di gioco o avanzare nel gioco. Tra questi, circa la metà (48%, pari a 1 milione 464mila persone), riferisce di aver speso denaro qualche volta o spesso, configurando un comportamento disfunzionale nell’utilizzo dei videogiochi. Questo comportamento è più diffuso tra i maschi e raggiunge i valori più elevati tra i ragazzi di 15-19 anni.
Scommettere
Dopo l’adolescenza i giovani e gli adulti risultano sempre più coinvolti nelle attività di gioco con premi in denaro: il 12,5% tra i 14 e i 17 anni, il 37% tra i 35 e i 54 anni (valore massimo), valori elevati fino ai 74 anni, valori in diminuzione nelle età più avanzate (22% tra gli ultra 75enni).
Le scommesse più diffuse sono i Gratta e Vinci (riguardano il 25% della popolazione), il lotto, le lotterie tradizionali o istantanee (16,5%), il Superenalotto (14%).
La partecipazione a giochi con vincite in denaro è più diffusa tra gli uomini e tra le persone con un titolo di studio medio-basso.
Quindi giocare fa male?
Tutti questi dati ci hanno chiarito le idee o ci hanno confuso? Vuol dire che giocare fa male? (Leggi anche “I videogiochi sono pericolosi?)
Non è detto, non sempre. Come abbiamo visto, la maggior parte delle persone gioca per semplice svago senza che questo comporti problemi per l’equilibrio della propria vita personale e familiare. Ma non tutto è solo un gioco!
Quando il “gioco” diventa un’ossessione che interferisce o persino impedisce di svolgere le normali attività quotidiane (studiare, lavorare, cucinare, andare a fare la spesa, accudire i figli, uscire con gli amici, tenere in ordine la casa, ecc.) allora c’è senz’altro qualcosa che non va.
In questi casi aspettare che le cose si risolvano da sole (sono ragazzi, poi gli passa, è un periodo, l’ha capito, poi cambierà ….) è dannoso. Nella migliore delle ipotesi si perde molto tempo prezioso. Se siamo di fronte a un disturbo, quando non a una vera e propria malattia, le cose possono solo peggiorare. E il fai da te fa peggio.
[1] In questo articolo facciamo riferimento ai dati diffusi da Istat, Giochi, un’attività abituale per la maggioranza dei cittadini, 3 settembre 2026, https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/09/Stat-today_Giochi-e-videogiochi_Anno-2024.pdf
