C’era una volta una persona che pensava di vivere nel giusto
e che darsi da fare, aiutare sempre gli altri, era necessario per vivere nel giusto.
La mia storia comincia da lontano, da quando vivevo con mia mamma, poi con mio marito, mio figlio …
Era tutto un correre per gli altri, fare quello che gli altri volevano che facessi.
Però era tutto negativo, tutto finiva male anche se era fatto a fin di bene, per vivere nel giusto.
Sono finita in un abisso, io non esistevo più. Non dormivo più, non mangiavo più, non sapevo più chi ero, non avevo più scopo nella vita. Ero “lo zerbino” di tutti.
Ho provato con la psicoterapia, i farmaci, ma tutto intorno a me continuava come prima.
Stavo pensando quasi di … andar via.
Poi un’amica mi ha dato il volantino de La Tenda, poi anche un’altra amica me ne ha parlato … All’inizio non ci avrei scommesso un euro, ma La Tenda è stata un’ancora di salvezza.
Sotto La Tenda ho capito che io avevo valore e che non dovevo farmi trattare così. Ho capito che dovevo staccarmi dal buco nero della malattia, ma non ne ero capace. C’è voluto tempo, ma pian piano ho costruito la capacità di cambiare i miei comportamenti.
Ho provato e … incredibile! Ci sono riuscita.
Con impegno e costanza ho imparato a mettere me stessa al primo posto. Ho imparato a soffermarmi prima di agire e a dire di no quando è necessario. Ho imparato anche a spegnere il telefono, almeno di notte.
Ora entro in relazione con fratello, marito e figlio solo per il piacere di farlo, non per il dovere di occuparmi di loro. Ho compreso i miei errori e adesso non pretendo di gestire la vita degli altri, ma lascio che vivano la loro.
Attualmente mio figlio e mio fratello non si stanno curando, ma almeno io ho smesso di andare a fondo e, senza volere, di contribuire a alimentare la loro dipendenza patologica, ad esempio facendomi coinvolgere e manipolare nell’uso del denaro.
Ora sono serena, mangio e dormo di più. Ho ritrovato le amicizie e il piacere del mio tempo libero.
Ora, al lavoro, sorrido.
